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Home Cronache Cronache VPC 1 VPC I - Bad Ragaz 2-2 (1-2)
VPC I - Bad Ragaz 2-2 (1-2) PDF Stampa

CIAO SIC

Clima polare e partita ostica da giocare, sul campo di casa ancora da sfatare. Inizia cosi questo week-end da dimenticare o da ricordare a seconda delle emozioni provate.

Formazione VPC: Tuena; Zanetti, Vassella, Solèr, Albertini; Cristiano, Bongulielmi, Merlo, Plozza Valerio; Pola, Paganini Federico.

A disposizione: Raselli, Cortesi, Paganini Luca, Plozza Davide, Bolandrini.

 

Analizzo brevemente quello che è stato il calcio giocato da queste due compagini per toccare successivamente un aspetto di sport che a mio avviso non va evitato.

Inizio partita in mano ai padroni di casa che giocano un buon calcio e creano diverse occasioni da rete, mostrando finalmente una difesa solida. Ma come spesso accade in questo meraviglioso gioco sono gli avversari a portarsi in vantaggio, su calcio di rigore trasformato dal temuto numero dieci avversario. I gialloneri non si scoraggiano e continuano a macinare gioco fino a riequilibrare le sorti dell'incontro con il gol del solito Nic Pola. Allo scadere del primo tempo il Bad Ragaz allunga di nuovo su calcio d'angolo.

Nella ripresa la squadra sangallese non fa più nulla e a diventare protagonista in negativo è il pessimo arbitro. Ridicola l'ammonizione a Paganini e scandaloso il cartellino rosso a Plozza Valerio, oltre ai soliti errori nella direzione della gara. Nonostante le scelte che hanno condizionato questa sfida, Pola estrae dal cilindro un gol capolavoro che fredda il bravo portiere avversario. Quest'ultimo salva successivamente gli ospiti con ottime parate negando la vittoria alla VPC.

La partita finisce due a due senza regalare troppe emozioni. Un punto che non serve molto ad entrambe le squadre. Unico risvolto positivo è il punto racimolato dopo tre sconfitte consecutive in casa.

Poche ore dopo il nostro pareggio nel mondo accade di tutto. Dopo ventiquattro lunghissimi anni capitan Richie McCaw alza meritatamente la Webb Ellis Cup vinta con fatica dai tuttineri contro l'ottima Francia. Ma la notizia più importante e drammatica arriva da Sepang, dove Marco Simoncelli perde la vita in sella alla sua moto. Una settimana dopo Dan Wheldon anche Sic muore travolto dalle moto di Edwards e dell'amico Rossi.
Insomma lo sport può essere anche fatale. Ma allora perché farlo? Perché rischiare?

Comparando il mondo professionista al nostro la cosa che ci accomuna totalmente è la passione. Grazie a lei ogni fatica diventa un piacere indescrivibile e ogni rischio si elimina. Basti pensare agli innumerevoli sacrifici e rischi che facciamo e ci prendiamo noi calciatori di questa valle sperduta pur di andare a dare quattro calci ad un pallone con i nostri compagni di squadra. Ma non importa perché l'emozione che ci regala non ha prezzo.
Questa magia si chiama passione ed è la risposta a chi considera stupido fare sacrifici e prendersi rischi per niente.
La passione che vince qualsiasi paura, ostacolo e forse paradossalmente che vince anche la morte come nel caso di Sic e degli altri che se ne sono andati facendo ciò che amavano; perché anche con la consapevolezza di poter morire non si fermavano davanti a nulla!

Mattia Merlo


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Marco Simoncelli e Valentino Rossi

 

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